Ansia e invecchiamento: come superare due paure comuni
- Julie Erickson PhD
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La percezione di essere un peso e la difficoltà nel gestire l'isolamento sono più comuni di quanto molte donne pensino, soprattutto con l'avanzare dell'età. Quando si attraversano grandi cambiamenti nella vita oppure si affrontano perdite o problemi di salute, è del tutto normale provare ansia, ma è possibile adottare alcune strategie per proteggere la propria salute mentale con l'età che avanza.
Perché ho paura di diventare un peso?
L'ansia è una reazione naturale all'incertezza, in particolare quando si parla di salute, stabilità economica e bisogno di aiuto da parte degli altri. Una delle paure più comuni tra le donne anziane è quella di diventare un peso per i propri cari.
Non è soltanto una questione di dipendenza fisica, ma anche emotiva, economica e sociale. Potresti ritrovarti con interrogativi come: "Sarò ancora accettata se avrò bisogno di assistenza?" oppure "E se i miei bisogni fossero eccessivi per gli altri?".
Questi pensieri non nascono dal nulla. Molte donne trascorrono un'intera vita a prendersi cura degli altri e a offrire supporto emotivo ad amici e parenti. Se, da un lato, questo ruolo può rappresentare per alcune donne una fonte di significato e stima, dall'altro può rendere più difficile chiedere e ricevere aiuto per sé stesse. Spesso le aspettative culturali ci spingono a credere che essere forti significhi essere autosufficienti e che le donne, in particolare, debbano anteporre le esigenze altrui alle proprie. Una volta radicate queste convinzioni, diventa facile sentirsi in colpa o provare vergogna nel chiedere aiuto.
L'insidiosa deriva dell'isolamento
La paura di diventare un peso può spingere ad allontanarsi anche dagli affetti più cari. L'ansia induce a pensare che anche solo chiedere un passaggio o confidarsi con un amico causerebbe troppo disturbo. Con il passare del tempo, si può finire per non rispondere più ai messaggi, declinare inviti o condividere sempre meno informazioni con gli altri.
L'isolamento può essere sia una conseguenza dell'ansia sia un fattore che la intensifica, creando un circolo vizioso difficile da spezzare. A lungo termine, l'isolamento può avere ripercussioni sulla salute mentale e fisica, con problematiche quali:
- maggiore rischio di depressione e ansia
- declino cognitivo e perdita di memoria
- scarsa qualità del sonno
- aumento della pressione arteriosa
- infiammazione cronica
- maggiore rischio di cardiopatie e ictus
- indebolimento della funzione immunitaria
- riduzione dell'aspettativa di vita
Come coltivare le relazioni sociali con l'avanzare dell'età
- Mettersi regolarmente in contatto con amici e parenti. Anche una semplice telefonata settimanale può fare un'enorme differenza.
- Ricordare a sé stesse che ricevere aiuto può rafforzare i legami. Per quanto tu possa provare ansia o senso di colpa nel chiedere aiuto, è proprio questo tipo di apertura a rafforzare il legame con gli altri, creando vicinanza reciproca.
- Entrare a far parte di un gruppo o partecipare a un corso che rispecchi i propri interessi. Pensa a un club del libro, un gruppo che organizza passeggiate, un laboratorio creativo, un corso di cucina o qualsiasi altra attività che ti riporti al "qui e ora".
- Dedicare il proprio tempo o le proprie competenze al volontariato. Dare una mano agli altri è un ottimo modo per sentirsi utili ed entrare in contatto con persone affini.
- Esplorare le community virtuali. I gruppi online possono offrire compagnia e supporto, soprattutto a chi si trova ad affrontare un problema di salute che limita la possibilità di uscire di casa.
- Fare il primo passo. Non aspettare che siano gli altri a farlo! Invia quel messaggio, scrivi quella e-mail, fai quella telefonata.
- Parlare con uno psicoterapeuta. Se l'ansia ti blocca e fatichi a uscire dall'isolamento, il supporto di un professionista può essere di grande aiuto.
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